Si tiene sabato 16 gennaio a Ravenna la manifestazione “Siamo tutti cittadini
in ogni paese nessuno straniero”, organizzata dalla Rete civile contro il
razzismo e la xenofobia, per la salvaguardia della dignità umana e contro ogni
forma di discriminazione e sfruttamento. La manifestazione – originariamente
prevista per il 19 dicembre scorso ma che fu rinviata a causa di una forte
nevicata - diventa ancora più urgente dopo i terribili fatti di Rosarno, dove
sono stati scoperti i nervi di un sistema socio-economico che si basa anche
sullo sfruttamento delle braccia degli immigrati, suddivisi in sottocaste a
seconda dei documenti che posseggono.
Alle ore 10 del 16 gennaio è previsto un concentramento davanti alla Questura
di Ravenna in viale Berlinguer (all’angolo con via Punta Stilo) da dove partirà
un corteo che raggiungerà piazza del Popolo. Successivamente una delegazione di
manifestanti sarà ricevuta dal Prefetto.
La manifestazione nasce in solidarietà al cittadino Niang Mor, recentemente
oggetto di un decreto di espulsione a seguito della revoca del permesso di
soggiorno per la mancanza dei requisiti di reddito.
Con questa manifestazione la rete antirazzista (promossa da Cgil, Cisl e Uil,
dalla Rappresentanza dei cittadini ExtraUe, da Ravenna Solidarietà, dal
Comitato in difesa della Costituzione e da esponenti della società civile)
vuole sensibilizzare la cittadinanza, chiedendo solidarietà e fratellanza, e
non divisione sulla base delle origini, dell’etnia, del colore e della
religione, nel rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana e della
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
La rete antirazzista chiede in particolare che venga dato seguito all’ordine
del giorno approvato all’unanimità lo scorso 14 settembre in consiglio comunale
che “impegna l’amministrazione comunale a farsi parte attiva, insieme alle
rappresentanze dei cittadini stranieri, alle istituzioni periferiche del
Ministero dell’Interno, alle forze sociali ed economiche ed al mondo
associativo impegnato sui temi dell’immigrazione nel territorio ravennate,
affinché anche a Ravenna si favorisca un’interpretazione ed un’applicazione
delle norme” che “non producano situazioni di irregolarità amministrativa del
soggiorno dei cittadini stranieri ed anzi favoriscano la loro integrazione ed
il mantenimento di standard di positivo inserimento sociale e lavorativo,
soprattutto nel corrente periodo di grave crisi economica che attraversa il
Paese.”
Purtroppo le vigenti leggi sull’immigrazione, aggravate dalle modifiche
apportate dalla legge Bossi-Fini e recentemente dal Pacchetto Sicurezza,
producono irregolarità. Così oggi nella situazione di Mor Niang si trovano
anche altri cittadini, che pagano il caro prezzo di questa crisi economica
anche perdendo il permesso di soggiorno.
La sicurezza e la legalità sono una priorità per tutti. Per questo ribadiamo,
come in passato, la nostra decisa critica al Pacchetto Sicurezza che ha
aggravato una situazione già molto difficile per tutti i cittadini stranieri
anche regolari. Il Pacchetto Sicurezza produce maggiore illegalità e quindi
minor sicurezza per tutti. É compito dello Stato combattere l’illegalità
favorendo meccanismi continui di emersione dal lavoro nero.
Fonte: Associazione LIFE