Articoli della categoria 'Attualità'

Il Consiglio degli stranieri raccoglie firme per modifiche e deroghe al Testo Unico sull’Immigrazione

Petizione

Iniziata la raccolta delle adesioni alla petizione del Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna per chiedere al Parlamento:
-di promuovere la modifica dell’art 22 comma 11 del Testo Unico sull’immigrazione estendendo la durata del permesso di soggiorno per ricerca occupazione da sei mesi a due anni;
-di derogare l’art. 29, comma 3 lett. B del Testo Unico sull’immigrazione per i cittadini stranieri regolari presenti in Italia che non possono documentare un reddito sufficiente a rinnovare il permesso di soggiorno e sono titolari di indennità di cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga, ma non hanno riscosso in tempo utile le retribuzioni previste.

Il modulo con le firme deve essere spedito entro il 30 giugno 2010 a:
Consiglio dei cittadini stranieri
Provincia di Bologna
Via Zamboni 13
40126 Bologna

Oppure è possibile mandare la propria adesione personale via mail a:
immigrazione@provincia.bologna.it.

Composto da 30 consiglieri, il Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna è il primo organismo elettivo di rappresentanza della popolazione straniera a livello provinciale. Il Consiglio può esprimere pareri e proposte su tutte le materie di competenza del Consiglio provinciale: il parere è obbligatorio sulle proposte di bilancio preventivo e sulle spese riguardanti le politiche per gli stranieri.

Teatro di guerra - Teatro di pace

Un’iniziativa del Centro per la Pace di Cesena, Comune di Cesena, Provincia di Forlì-Cesena, Regione Emilia Romagna, Teatro Petrella.

Presso il Teatro Petrella di Longiano avrà luogo la rassegna di teatro civile “Teatro di guerra - Teatro di pace”.

Si tratta di quattro spettacoli, ciascuno dei quali sarà dedicato ad una specifica tematica, quali ad esempio la situazione israelo-palestinese, quella balcanica o il tema dell’immigrazione.

E’ previsto un ingresso singolo di 8 € oppure l’abbonamento di quattro ingressi a 20€. L’abbonamento non è personale, per cui acquistandone uno è possibile assistere allo spettacolo in quattro al prezzo di 5€.

Quindi siete tutti invitati a partecipare (portando tre amici).

Per acquistare i biglietti o l’abbonamento, si può fare riferimento alla biglietteria del Petrella o al Centro per la Pace di Cesena.

Ecco il volantino con i dettagli delle singole rappresentazioni.

Flussi stagionali, al via il ‘click day’

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Da lunedì 29 marzo possono essere presentate dai datori lavoro le domande di nulla osta per il lavoro stagionale degli 80 mila cittadini extracomunitari autorizzati, esclusivamente con modalità informatiche e attraverso la collaborazione delle associazioni di categoria autorizzate.

Il “click day”, attraverso il sito web dedicato www.interno.it, è stato autorizzato dal Ministero degli Interni in attesa della pubblicazione del decreto che prevede la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari stagionali, nel territorio dello Stato, per l’anno 2010.

24 ore senza di noi - 1° marzo

SCIOPERO NAZIONALE DEGLI STRANIERI

FORLI’, 01 MARZO 2010. CIRCA 300 PERSONE HANNO PARTECIPATO ALL’INIZIATIVA, A CARATTERE NAZIONALE ED EUROPEO, “1° MARZO – 24 ORE SENZA DI NOI” CHE SI È SVOLTA NEL POMERIGGIO A PIAZZA SAFFI.

Il Comitato promotore “1° Marzo-FC“, che per l’evento ha scelto il colore giallo come simbolo d’indipendenza dai partiti, ha raccolto oltre 40 adesioni da parte di associazioni e comunità immigrate provenienti da tutta la provincia, molti di Cesena, oltre alle due consulte degli immigrati di Forlì e Cesena, al sindacato Cgil e ad alcuni partiti.

In piazza tanti bambini di diverse origini hanno socializzato giocando con palloncini e colori. Dal microfono sono stati scanditi slogan in difesa degli immigrati di Rosarno, per chiedere una nuova legge sulla cittadinanza per i cittadini extracomunitari, per facilitare il ritiro dei documenti di soggiorno per i nuovi cittadini e per denunciare le discriminazioni e il razzismo.


Il Sindaco di Forlì, Balzani

Inattesa e molto apprezzata la partecipazione del primo cittadino forlivese, Roberto Balzani, che ha salutato tutti i manifestanti rispondendo anche ad alcune domande poste dagli immigrati. Tra i banchi delle associazioni è venuto anche l’assessore comunale al welfare, Davide Drei, che ha preso parola nella conferenza pubblica serale. La manifestazione si è conclusa con l’esibizione di percussionisti africani e di alcuni musicisti della banda “Spartiti per Scutari“. La giornata è proseguita con un’affollatissima conferenza-dibattito, nella sala di via Bruni, in cui sono intervenuti: il giornalista albanese, Darien Levani, la scrittrice brasiliana, Rosana Crispim Da Costa, che ha presentato in anteprima il nuovo libro “Rondini e ronde, scritti migranti per volare alto sul razzismo“, il responsabile di “Associna” e dell’associazione “Seconde generazioni”, Cile Hu, il presidente della Consulta degli immigrati di Forlì, Imed Raies, e il responsabile immigrazione della Cgil Forli, Michele Bulgarelli.

Considerata la buona partecipazione, i promotori del “Comitato 1° Marzo-FC“, presenti anche su Facebook, hanno annunciato di voler promuovere nuove attività pubbliche per sensibilizzare la cittadinanza sui temi del razzismo e delle discriminazioni, per favorire lo scambio tra le diverse culture e sostenere nuove leggi più rispettose dei cittadini immigrati.

fonte: Albanianews.it

«Mandiamoli a casa», i luoghi comuni. Razzismo e pregiudizi: Istruzioni per l’uso.

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Questo vademecum è stato ideato per dare risposte precise e documentate ai luoghi comuni legati all’immigrazione.

Il vademecum è un’idea di Andrea Civati ed è stato scritto in collaborazione con Ilda Curti, Ernesto Ruffini e Roberto Tricarico.

Gli africani salveranno l’Italia - Incontro con Antonello Mangano

Sabato 20 marzo alle ore 16.00 al cinema S. Biagio di Cesena in via Aldini n.22

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Nell’ambito della Settimana d’azione contro il razzismo, il Centro interculturale MoviMenti organizza un incontro con Antonello Mangano, l’autore del libro “Gli africani salveranno l’Italia”.

Il giornalista-scrittore (collaboratore di giornali nazionali) ha approfondito tematiche legate al mondo del lavoro, dello sfruttamento, e delle politiche che riguardano l’immigrazione, dandoci un quadro nazionale degli eventi e delle situazioni sociali al riguardo.

Sarà presente Elena Baredi (assessore alla Pubblica Istruzione e alle Politiche di Pace e Solidarietà) che invita tutte le associazioni e i liberi cittadini a partecipare al dibattito e ad un confronto sulle tematiche dell’immigrazione.

Per l’occasione, alla fine dell’incontro, verrà allestito un piccolo buffet a cura dell’Associazione Dominae.

In collaborazione con Centro per la Pace, Associazione L’Altra Città, Centro Contro le Discriminazioni del Comune di Cesena, A.S.P. del distretto Cesena Valle Savio.

Ecco la locandina dell’evento

24 ORE SENZA DI NOI

24 senza di noi PRIMA GIORNATA SENZA IMMIGRATI

È un’iniziativa nata sull’onda delle grandi  manifestazioni francesi per i diritti dei  migranti/sans papiers.

Per l’Italia questa è un’attività inedita,  partita dal volere degli immigrati che,  indignati per quanto è successo a Rosarno,  hanno deciso di dimostrare l’importanza  della loro presenza in Italia in ogni aspetto  della vita economica sociale e culturale.

Ma qui non siamo in Calabria!

Geograficamente no, ma nel mondo del lavoro c’è  un po’ di Calabria anche nell’allegra Romagna, dove  in molte aziende il peggioramento delle condizioni  lavorative degli immigrati precede il peggioramento  e la precarizzazione del lavoro in genere. Basti  pensare al dilagare del lavoro nero e del lavoro  precario, sottopagato e sottogarantito, regolare  solo in apparenza.

Contro cosa si protesta

Chi aderisce all’iniziativa, straniero o meno che sia, afferma dei valori come la dignità degli uomini e dei lavoratori, l’uguaglianza, la solidarietà e, non ultima, la legalità. Rivendica il diritto di una corretta informazione della società sulle vere cause del malessere diffuso che caratterizza il nostro tempo e di un’analisi adeguata alla complessità dei fenomeni.

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Contro l’esclusione sociale “C’entro anch’io”, un bando di Coop Adriatica a sostegno di progetti per la comunità

Un sostegno concreto per progetti di inclusione attivati da cooperative sociali, associazioni di promozione sociale e di volontariato che operano in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo: ritorna “C’entro anch’io”, il bando biennale promosso da Coop Adriatica per premiare iniziative di solidarietà - e contro l’emarginazione - sul territorio, un’idea che nel 2008-2009 ha dato 400mila euro di risorse alle 24 prescelte, 11 delle quali attive da Piacenza a Rimini.

“C’entro anch’io è uno dei progetti più importanti a favore delle comunità in cui la Cooperativa è presente: - sottolinea Marco Gaiba, direttore delle Politiche sociali di Coop Adriatica - sostenere interventi innovativi e concreti, mettendo in rete associazioni, cooperative sociali, istituzioni e cittadini, significa migliorare gli ambienti in cui si opera, come recita la nostra missione. Un gesto di solidarietà, infine, che può aiutare anche chi dona, alimentando relazioni positive per dare davvero vita a una comunità più accogliente”.

Le candidature al bando “C’entro anch’io” 2010-11 vanno inviate per posta entro il 15 marzo.
Tra i requisiti preferenziali, il contenuto innovativo e le partnership allacciate, la presenza di co-finanziamento e la prevalenza dell´apporto di personale volontario, oltre al coinvolgimento effettivo dei soggetti destinatari.
A valutare le proposte una commissione presieduta da don Luigi Ciotti, fondatore e presidente del Gruppo Abele e di Libera, e composta, tra gli altri, da Flavia Franzoni, docente di Metodi e tecniche del servizio sociale presso l’Università di Bologna, Gabriele Giuglietti, vicepresidente vicario di Banca Etica, e, per la Cooperativa, il presidente Gilberto Coffari e il direttore generale alla Gestione Tiziana Primori.

I progetti selezionati saranno sostenuti dalla Cooperativa con uno stanziamento fino a 140mila euro all’anno e dai suoi soci (un milione e 58mila consumatori) attraverso il meccanismo del ristorno sociale, ossia la restituzione di una quota percentuale della spesa effettuata l’anno precedente che può essere donata tutta o in parte in solidarietà. Le iniziative saranno promosse nei punti vendita e potranno godere di finanziamenti agevolati da Banca Etica.

Nella scorsa edizione, 203mila euro sono confluiti su 11 progetti emiliano-romagnoli. Come “Strada, femminile/singole”, per esempio, dell’associazione Avvocato di strada di Bologna, per l´assistenza legale e il reinserimento sociale di donne senza fissa dimora. Oppure come “Compagni di vita”, dell’associazione Grd (Genitori ragazzi con sindrome di Down e/o disabilità intellettiva), che ha organizzato a Bologna incontri per favorire la socialità di giovani con handicap.
Da ricordare anche “Mi affido per crescere” della cooperativa sociale bolognese La Rupe, con i servizi del centro di accoglienza per bambini allontanati dalla famiglia d’origine; “Quello che le donne non dicono”, della cooperativa sociale PrimaBi di Riolo Terme (Ra), che ha avviato al lavoro donne in carico ai servizi sociali; “H2O: handicap, 2 opportunità”, dell’associazione A.M.A. la vita di Ravenna, con i suoi corsi di nuoto, immersione e vela per disabili.
Finanziati anche “Ponte radio-colori nel mediterraneo”, del Gruppo ponte radio, realtà che ha promosso l’intercultura tra gli studenti di Alfonsine (Ra) con un progetto teatrale realizzato insieme a coetanei di Palestina e Turchia; “Jesce fore (esci fuori)”, dell’associazione Tarantula Rubra, che ha promosso laboratori di musica e scrittura creativa tra i detenuti del carcere di Ravenna; “La bottega dell’immaginario”, dell’associazione Centro per la pace di Forlì, capace di coinvolgere con proiezioni di film, mostre e incontri i ragazzi di famiglie con disagio economico o sociale.
Tra i prescelti c’erano anche “Liberi dal dolore, liberi di volare”, dell’associazione Onlus Amici della fondazione di ricerca sul dolore Isal, che ha contribuito ad alleviare la sofferenza dei malati del reparto di Terapia antalgica dell’ospedale e dell’Hospice con appuntamenti dedicati all’arte e momenti di socializzazione; “Condominio felice”, del Consorzio cooperative sociali Scacciapensieri per la provincia di Rimini, che ha favorito l’inclusione sociale di adolescenti figli di immigrati con giochi negli aree verdi e negli spazi comuni tra le case; “A scuola di cittadinanza”, dell’associazione Arcobaleno, concepito per formare i cittadini stranieri su normative in materia di immigrazione, diritti del lavoro, servizi sanitari, funzionamento degli istituti di credito e politiche abitative.

Per informazioni:
tel. 051.6041145
mail centroanchio@adriatica.coop.it.

Il bando

Fonte: www.emiliaromagnasociale.it

I mandarini e le olive non cadono dal cielo

In data 31 gennaio 2010 ci siamo riuniti per costituire l´Assemblea dei lavoratori Africani di Rosarno a Roma.
Siamo i lavoratori che sono stati obbligati a lasciare Rosarno dopo aver rivendicato i nostri diritti. Lavoravamo in condizioni disumane. Vivevamo in fabbriche abbandonate, senza acqua né elettricità. Il nostro lavoro era sottopagato. Lasciavamo I luoghi dove dormivamo ogni mattina alle 6.00 per rientrarci solo la sera alle 20.00 per 25 euro che non finivano nemmeno tutti nelle nostre tasche. A volte non riuscivamo nemmeno, dopo una giornata di duro lavoro, a farci pagare. Ritornavamo con le mani vuote e il corpo piegato dalla fatica. Eravamo, da molti anni, oggetto di discriminazione, sfruttamento e minacce di tutti i generi.
Eravamo sfruttati di giorno e cacciati, di notte, dai figli dei nostri sfruttatori.
Eravamo bastonati, minacciati, braccati come le bestie… prelevati, qualcuno è sparito per sempre.
Ci hanno sparato addosso, per gioco o per l´interesse di qualcuno. Abbiamo continuato a lavorare. Con il tempo eravamo divenuti facili bersagli. Non ne potevamo più. Coloro che non erano feriti da proiettili, erano feriti nella loro dignità umana, nel loro orgoglio di esseri umani.
Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo paese.
Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra esistenza. La gente non voleva vederci. Come può manifestare qualcuno che non esiste? Le autorità e le forze dell´ordine sono arrivate e ci hanno deportati dalla città perché non eravamo più al sicuro. Gli abitanti di Rosarno si sono messi a darci la caccia, a linciarci, questa volta organizzati in vere e proprie squadre di caccia all´uomo.
Siamo stati rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati. Molti di noi ci sono ancora, altri sono tornati in Africa, altri sono sparpagliati nelle città del Sud.
Noi siamo a Roma. Oggi ci ritroviamo senza lavoro, senza un posto dove dormire, senza i nostri bagagli e con i salari ancora non pagati nelle mani dei nostri sfruttatori.
Noi diciamo di essere degli attori della vita economica di questo paese, le cui autorità non vogliono né vederci né ascoltarci. I mandarini, le olive, le arance non cadono dal cielo. Sono delle mani che li raccolgono.
Eravamo riusciti a trovare un lavoro che abbiamo perduto semplicemente perché abbiamo domandato di essere trattati come esseri umani. Non siamo venuti in Italia per fare i turisti. Il nostro lavoro e il nostro sudore serve all´Italia come serve alle nostre famiglie che hanno riposto in noi molte speranze.

Domandiamo alle autorità di questo paese di incontrarci e di ascoltare le nostre richieste.

Domandiamo che il permesso di soggiorno concesso per motivi umanitari agli 11 africani feriti a Rosarno, sia accordato anche a tutti noi, vittime dello sfruttamento e della nostra condizione irregolare che ci ha lasciato senza lavoro, abbandonati e dimenticati per strada.
Vogliamo che il governo di questo paese si assuma le sue responsabilità e ci garantisca la possibilità di lavorare con dignità.

L´Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma

Incontro interreligioso conviviale sabato 23 gennaio

Pubblichiamo l’invito dell’associazione “Convivialità delle culture” all’incontro interreligioso di sabato 23 gennaio.

Per confermare la vostra presenza inviate un’e-mail all’associazione

Carissima/o,

riflettendo sull’importanza del tradizionale invito delle Chiese alla preghiera e all’impegno per l’unità dei cristiani nella settimana dal 18 al 25 gennaio, abbiamo pensato di promuovere un incontro conviviale per una riflessione tra persone di tutte le comunità di fede presenti a Cesena, compresa la comunità islamica.

Ci sembra urgente continuare il dialogo, alla luce di due eventi che ci portano a vedere quanto sia indispensabile fondare su basi solide, con umiltà ma con fermezza, la cultura dei diritti, dell’ospitalità, dell’accoglienza.

Il primo: dopo un lungo cammino, in cui anche il nostro Gruppo li ha accompagnati, i nostri amici musulmani hanno finalmente ottenuto l’agibilità del capannone in via Longo, trasformato in Centro di cultura islamica. Essi possono così vivere oltre che il loro credo, le loro proposte culturali e la loro ospitalità, e si realizza l’articolo 19 della Costituzione che sancisce il diritto di libertà religiosa.

Il secondo: i fatti di Rosarno ci chiedono di reagire costruttivamente alla mancanza di democrazia nei rapporti, alla disumanità nella soluzione dei conflitti, che non può non appartenerci solo perché “tanto non succede da noi”.

Spinti da questi due eventi, cattolici, avventisti, valdesi, musulmani, non credenti, invitiamo all’incontro tutti coloro che desiderano praticare la cultura dell’accoglienza e rifiutano la logica del respingimento, dell’insulto, della negazione dei diritti.

Poiché il Centro Culturale Islamico non è ancora materialmente attrezzato, saremo ospiti della Comunità Avventista su questo tema:

“Dalle violenze sui nostri fratelli neri a Rosarno, ai credenti nell’accoglienza: invito alle comunità di fede ad essere insieme per condividere il pane e tutte le differenze”.

Il pane condiviso sarà un abbondante piatto di cous-cous della tradizione del Marocco, preparato dalle nostre sorelle musulmane, segno di una convivialità che continua.

L’invito, che vi preghiamo di estendere, è per sabato 23 gennaio ore 19,30 presso la Chiesa Avventista in Via C.E.Gadda n. 300 (piazza del nuovo quartiere di Case Finali).

E’ gradito un cenno urgente di adesione (per decidere sulla quantità di cous-cous).

Per il Gruppo

Graziella Zuffi

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