24 ORE SENZA DI NOI
PRIMA GIORNATA SENZA IMMIGRATI
È un’iniziativa nata sull’onda delle grandi manifestazioni francesi per i diritti dei migranti/sans papiers.
Per l’Italia questa è un’attività inedita, partita dal volere degli immigrati che, indignati per quanto è successo a Rosarno, hanno deciso di dimostrare l’importanza della loro presenza in Italia in ogni aspetto della vita economica sociale e culturale.
Ma qui non siamo in Calabria!
Geograficamente no, ma nel mondo del lavoro c’è un po’ di Calabria anche nell’allegra Romagna, dove in molte aziende il peggioramento delle condizioni lavorative degli immigrati precede il peggioramento e la precarizzazione del lavoro in genere. Basti pensare al dilagare del lavoro nero e del lavoro precario, sottopagato e sottogarantito, regolare solo in apparenza.
Contro cosa si protesta
Chi aderisce all’iniziativa, straniero o meno che sia, afferma dei valori come la dignità degli uomini e dei lavoratori, l’uguaglianza, la solidarietà e, non ultima, la legalità. Rivendica il diritto di una corretta informazione della società sulle vere cause del malessere diffuso che caratterizza il nostro tempo e di un’analisi adeguata alla complessità dei fenomeni.
Quali sono gli alleati naturali degli immigrati - perché lo sciopero è nell’interesse di tutti
C’è chi cerca di presentare questa iniziativa come rivolta contro gli italiani. Niente di più falso! I diritti civili la libertà e la dignità dell’uomo non sono come una torta di cui chi prende la fetta più grossa ne ha di più. Se ci sono lavoratori italiani sottopagati e sottogarantiti è perché si permette che ci siano stranieri costretti a lavorare in nero, pagati una miseria, esposti agli infortuni sul lavoro alle malattie e, se si ribellano, al licenziamento ed a una denuncia alle forze dell’ordine.
Cosa fare
Non si deve necessariamente pensare all’iniziativa indetta come a un’astensione dal lavoro, ma essa può e deve prendere anche altre forme. Può essere molto efficace uno sciopero dei consumi – se è vero che gli stranieri producono il 9% del PIL, sarà anche vero che i loro consumi sono una parte importante del totale. Questa e altre iniziative si possono mettere in campo l’1 marzo. L’impegno deve essere costante, manifestazioni come questa sono solo il punto di partenza.
È importante, ad esempio, diffidare della propaganda irrazionale e ricordare che gli interessi e le aspirazioni dei lavoratori, italiani o stranieri che siano, sono gli stessi. Bisogna partecipare attivamente alla creazione di spazi comuni in cui far valere le posizioni di ogni cittadino e lavoratore, per mettere in atto un importante cambiamento sociale e culturale.
Cosa è……
È l’affermazione della nostra dignità di uomini
È la rivendicazione del nostro ruolo di cittadini legati alla terra dove abbiamo scelto di vivere
È una dimostrazione dell’importanza della nostra presenza in Italia
È un contributo al miglioramento della società in cui viviamo
È la difesa degli interessi dei lavoratori – di tutti i lavoratori
È la convinzione che la vita di un uomo non può essere ridotta al solo lavoro
Cosa non è……
Non è un’iniziativa contro l’Italia
Non è un’iniziativa contro gli altri lavoratori
Non è un’iniziativa contro le aziende
Chi siamo?
Aderiscono le seguenti associazioni: l’Altra Città, Consulta degli Immigrati del Comune di Cesena, Centro per la Pace di Cesena, Emergency, Amnesty International, ARCI, AMAL, Yakkar, Dominae, Arni, Gruppo Convivialità delle Culture, Via Terrea, L’Occhio del ritorno, Centro di Cultura e Studi Islamici, Banca del Tempo, Forum Donne di Cesena, Tavolo Cesena, Ass. 3 Febbraio, Senso Civico Cesena, Comitato Cesenate per la Costituzione, ON Nucleo Culturale, Magazzino Parallelo, Associazione Culturale Il Castello, MIZ, Meetup, Operazione Colomba
Contatti:
Bologna coo.migra@yahoo.it – tel. 327-5782056
Cesena altracitta.altramedina@gmail.com
Forlì primomarzo2010forlicesena@gmail.com
Web primomarzo2010.blogspot.com nuovicesenati.it