Fiaccolata per la pace a Gaza
Sabato 10 Gennaio, ore 18, Piazza del popolo, Cesena:
PACE A LUME DI CANDELA
Fiaccolata per la pace a Gaza e in Palestina
Per contrastare la logica della guerra, che sta falcidiando
la popolazione di un paese nell’indifferenza degli altri stati
e degli organi che dovrebbero garantire la pace.
L’unica bandiera ammessa alla fiaccolata è quella della pace.
Il corteo partirà da Piazza del Popolo ed arriverà ai giardini pubblici di Corso Comandini, dove ci fermeremo per un po’ ad ascoltare le parole di chi, come noi, non può tollerare un conflitto del genere.
Promuovono l’iniziativa:
Centro per la Pace di Cesena, Comitato di solidarietà col popolo palestinese,
Gruppo Convivialità delle Culture, TavoloCesena, Arci Cesena, Il Castello di Sorrivoli,
ViaTerrea, Memoteca, ON Nucleo Culturale, EducAid Rimini,
Gruppo Nonviolenza Attiva - Rimini e tanti singoli cittadini.
In allegato il volantino della Fiaccolata per la Pace a Gaza.
ADESIONE ALLA FIACCOLATA PER LA PACE CONTRO IL MASSACRO IN PALESTINA
Adesione di Davide Fabbri, consigliere comunale dei Verdi di Cesena, che parteciperà alla fiaccolata per la pace a Gaza e in Palestina del 10 gennaio 2009 a Cesena, nella speranza di una mobilitazione forte e plurale della città.
Sono fortemente preoccupato e indignato per i continui massacri e violazioni del diritto internazionale, che si stanno compiendo nella striscia di Gaza.
Le parole non bastano per esprimere la mia indignazione per questa nuova tragedia palestinese, e solidarietà rivolta a tutti quei popoli che nell’area soffrono per le politiche criminali degli Stati.
Dopo poco più di dieci giorni dall’offensiva di Israele nella striscia di Gaza, le vittime palestinesi sono oltre 600 e i feriti 2.700, oltre il 25% sono civili.
Questi finora i dati di una guerra assurda, priva di senso e assolutamente ingiustificata, dettata dalla cultura della guerra permanente.
La crisi umanitaria sulla striscia di Gaza è totale, nel mirino non ci sono solamente le presunte postazioni di Hamas, ma case, scuole e ospedali.
Cesena, l’Italia, il nostro pianeta: tutti assistono inermi di fronte a questa vergogna, ed oltre a proclami su vari fronti, ancora non si prende una posizione netta ed inequivocabile su un vero e proprio massacro che sta colpendo intere popolazioni civili.
Occorre uno scatto di coscienza: intervenire immediatamente con il “cessate il fuoco” (pena il rischio di allargare il fronte e coinvolgere altri paesi in una guerra ancora piu’ lunga e sanguinosa), per la fine dell’invasione israeliana, affichè la politica sostituisca il potere delle armi.
Ripercorro brevemente la storia di questa porzione del mondo, al fine di comprendere come si è giunti all’offensiva israeliana con l’assedio di Israele sulla striscia di Gaza. Posso affermare con estrema certezza che la guerra a Gaza è iniziata tre anni fa con la vittoria elettorale di Hamas.
Nel Gennaio del 2006, contro ogni previsione, il partito politico di Hamas vince le elezioni nei territori palestinesi avendo la meglio sul partito moderato capeggiato da Abu Mazen e sostenuto da Stati Uniti e Israele. Le prime e libere elezioni del mondo arabo, hanno dato il 44% dei voti ad Hamas sulla base di un programma di lotta alla corruzione e di miglioramento dei servizi pubblici nella striscia di Gaza.
Ed è proprio da qui che nascono problemi, perché fino al 2007 sia gli Stati Uniti che Israele, invece di riconoscere il governo palestinese di Hamas, democraticamente eletto, hanno tentato da subito di rovesciarlo, progettando e fomentando una guerra civile palestinese e armando le milizie di Fatah al fine di imporre un nuovo governo non eletto. Questi scontri durano per oltre un anno provocando la morte di centinaia di persone in entrambe le fazioni.
Nel Marzo del 2007 Hamas accetta di formare un governo di unità nazionale con Fatah. Ma nonostante questa grande azione diplomatica gli scontri tra le due fazioni non cessano fino a sfociare nel mese di Giugno 2007 nella battaglia di Gaza.
A questo punto Abu Mazen, presidente del partito moderato palestinese sostenuto da Stati Uniti ed Israele, dissolve il governo di unità nazionale e Hamas conquista militarmente il controllo della striscia di Gaza instaurando un governo presieduto sempre da Ismael Haniyeh (colui che aveva vinto le elezioni), Abu Mazen lo accusa di un colpo di stato mentre Haniyeh si difende rivendicando la propria legittimità a governare in virtù della vittoria elettorale del 2006.
Nel settembre del 2007 Israele dichiara la striscia di Gaza “territorio ostile” sottoponendola ad un rigido embargo, tagliando i rifornimenti di carburante e generi alimentari. Questo blocco che fu criticato dalle associazioni internazionali per i diritti umani, nel giro di pochi giorni compromette la giù malmessa economia della striscia.
Nel Marzo del 2008 Israele mette in piedi un’offensiva aerea e terrestre sulla striscia di Gaza chiamandola “operazione inverno caldo” provocando la morte di 112 palestinesi di cui la metà civili.
Nel Giugno del 2008 Hamas e Israele concordano una tregua di sei mesi attraverso un patto bilaterale: Israele doveva rimuovere il blocco economico alla striscia di Gaza e Hamas poneva fine al lancio dei missili. La pioggia quotidiana di razzi si interrompe, ma Israele non riapre i valichi e continua a compiere omicidi mirati contro esponenti di Hamas.
Nel Novembre 2008 approfittando della distrazione mediatica sulle elezioni presidenziali americane, Israele rompe la tregua attraverso un’incursione militare nella striscia di Gaza uccidendo diversi miliziani di Hamas. Il 5 Novembre 2008 così riprende il lancio dei razzi sul sud di Israele.
Il 27 dicembre 2008, Israele scatena l’operazione “piombo fuso” uccidendo in poco più di dieci giorni quasi 700 palestinesi, per metà civili. Il resto è storia ancora da scrivere.
Saluti di Pace
Cesena, 10 gennaio 2009
Davide Fabbri
Capogruppo Consiliare dei Verdi di Cesena
Tel 333.1296915