Sull’uso strumentale degli stranieri: replica alla consigliera Celletti

Pubblichiamo la lettera inviata alla redazione del Corriere Romagna in risposta alla cosigliera Angela Celletti.

Con una articolo pubblicato dallo stesso giornale il 24 novembre, la signora Celletti tentava di screditare la manifestazione contro il razzismo parlando di evidenti strumentalizzazione da parte dei partiti della sinistra.

Gentile redazione del Corriere Romagna,

vorremmo rispondere alla lettera della consigliera Antonella Celletti pubblicata dal vostro giornale il 24 novembre.

Innanzitutto gli organizzatori della manifestazione non sono stati i partiti, né di destra né di sinistra, ma le associazioni di immigrati e alcune ONG presenti sul territorio. È stato inviato tramite fax un invito a tutte le forze politiche presenti in città (ovviamente anche al PdL) con la richiesta di non portare alla manifestazione bandiere e simboli politici. Ogni persona che ha partecipato lo ha fatto di sua spontanea volontà a titolo puramente personale e non in rappresentanza di qualcuno o qualcosa d’altro. Nel volantino, inoltre, non compaiono simboli o nomi di partiti politici proprio per sottolineare come la manifestazione fosse un evento di natura sociale e non politica. Oltretutto nel dibattito si è parlato anche delle inefficienze di fatto dell’attuale amministrazione cesenate, quindi parlare di strumentalizzazione appare ai limiti del ridicolo e può essere smentito da tutti coloro che hanno presenziato alla discussione, alle conferenze stampa, alle riunioni organizzative.

Collegare gli eventi del Consiglio Comunale del venerdì alla preparazione della manifestazione di sabato è un pretesto per sporcare di fazioso un corteo che non aveva nulla di partitico. Preoccupa vederci ambiguamente enumerati nella lista che Antonella Celletti redige riguardo a tutte le forme di criminalità comune, coloro cioè che “urlano slogan negli stadi come nelle piazze”. Molto probabilmente la consigliera non ha nemmeno osservato a distanza il corteo o letto i cartelli che parlavano di “una sola umanità”, dell’unione contro la paura, dei valori fondanti della società occidentale, come riportato anche dall’articolo del Corriere del 23 novembre 2008.

Secondo noi è necessario parlare di razzismo in una città in cui avvengono ripetute violenze a sfondo razziale, eclatanti, come i pestaggi avvenuti quest’estate, e nascoste. Parlarne per informare, per isolare i violenti, per far sì che la gente usi l’indignazione come prevenzione al razzismo.

Il Provveditorato agli studi ha dato il suo patrocinio, a dimostrazione del fatto che fosse una manifestazione per l’affermazione dei diritti civili e costituzionali che dovrebbero condividere tutti a prescindere dall’appartenenza politica. Avremmo voluto la consigliera Celletti con noi a difendere questi valori, ma non possiamo pretendere questo da chi propone, ad esempio, di schedare cittadini cesenati sulla base dell’appartenenza religiosa.

Invitiamo la consigliera Celletti a contattarci per qualsiasi chiarimento e a portare le prove della collusione tra partiti e organizzatori di cui ha parlato tramite i media.

Un saluto cordiale.

Luca Faggi

Enrico Montaletti

Matteo Peraccini

Volontari ARCI Servizio Civile

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